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Articolo realizzato con il contributo di Agenzia Casa Immobiliare di Grosseto

Alla scoperta della Maremma più nascosta

Visitare la Maremma toscana è senza dubbio garanzia di assoluta qualità, in quanto è raro trovare un territorio che garantisce una tale varietà di luoghi e paesaggi, dagli splendidi angoli collinari che racchiudono piccoli borghi medievali dove il tempo pare essersi fermato, fino ai lunghi tratti costieri, mai simili l’uno con l’altro.
Della Maremma spesso si conoscono i luoghi più turistici e rinomati (come la splendida Castiglione della Pescaia) e si pensa che ci sia poco altro da vedere, ma questo non è assolutamente vero. Esistono molti posti poco conosciuti che rappresentano un tesoro da scoprire e che possono diventare la meta per un itinerario ricco di storia e curiosità; ecco, quindi, alcuni dei nostri consigli per scoprire alcuni angoli più nascosti della Maremma toscana.

Le Vie Cave Etrusche

Questo reticolo di strade è situato a ridosso dell’area del cosiddetto trittico delle Città del Tufo, rappresentato da Pitigliano, Sorano e Sovana, luoghi che vi consigliamo assolutamente di non perdere nel vostro personale tour in Maremma toscana.
Le Vie Cave sono delle piccole stradine realizzate dagli Etruschi come se fossero una tincea, sono ricavate dallo scavo della roccia di tufo, particolarmente presente in questo territorio.
Sul loro reale utilizzo si è lungamente discusso nel corso degli anni, si pensa che possano essere state costruite per un uso funerario, soprattutto perché situate molto vicine alla necropoli etrusca, ma c’è anche chi pensa che siano degli antichi sistemi difensivi, come opere che aiutavano a garantire il deflusso delle acque.
Al visitatore si presenta un paesaggio molto particolare, in quanto si apre un reticolo complesso di strade con pareti molto alte (a volte possono raggiungere anche i 20 metri) e dalla larghezza comunque contenuta, solitamente di un paio di metri. Il senso di piccolezza che si prova attraversando queste strette viuzze (alcune anche lunghe più di un chilometro) ti darà l’idea di ritrovarti quasi in un altro mondo, sicuramente un’esperienza da provare in giornate dal clima gradevole (lo sconsigliamo sicuramente in giornate piovose).

L’Olivo della Strega di Magliano

Possiamo considerarla come un’attrazione turistica forse un po’ sui generis, in quanto si tratta di un singolo albero, ma la storia che racchiude letteralmente questo olivo e la leggenda che ne viene tramandata negli anni vi incuriosiranno a tal punto che troverete sicuramente una mezz’ora per poter andare a scoprire il cosiddetto Olivo della Strega, situato all’interno di un uliveto posto accanto alla Chiesa della Santissima Annunziata, appena fuori dal perimetro delle mura storiche di Magliano in Toscana (altro luogo che non deve mancare nella vostra gita in Maremma, soprattutto per il bel tour che si può fare intorno alla cinta muraria, perfettamente conservata). L’Olivo della Strega si distingue con molta facilità rispetto agli altri presenti nell’uliveto per la sua forma plasmata nel corso dei secoli; si dice che con i suoi 3500 anni stimati sia uno degli alberi più vecchi in tutta Europa e per questo un piccolo tesoro da scoprire e che racchiude anche una leggenda molto interessante, che narra di una strega che ogni settimana, in particolar modo il venerdì, si recava sotto a questo olivo per praticare dei riti sabbatici, danzando e costringendo la pianta a contorcersi (da questo, sempre secondo la leggenda, deriverebbe la forma attuale dell’albero). Terminato il rito la strega si trasformava in un gatto con occhi rosso fuoco, rimanendo a vegliare l’olivo per tutta la notte. Indipendentemente dalla leggenda si tratta di un albero che ha davvero conosciuto la storia del nostro mondo e anche per questo merita una visita anche di pochi minuti.

San Galgano e la spada nella roccia

Molto suggestiva è sicuramente una visita all’Abbazia di San Galgano, situata a circa 40km da Siena. Si tratta di un’Abbazia ormai sconsacrata e a cielo aperto in quanto il tetto non è più presente ma di cui si possono ammirare i resti diroccati e perfettamente conservati. La particolarità di questo luogo è che forse è proprio da qui che potrebbe essere nato il mito della cosiddetta “spada nella roccia” di Re Artù. Il tutto nasce dal fatto che proprio all’interno del perimetro dell’Abbazia, in particolare nel centro della cappella, sporge una roccia dove si trova incastonata una spada che, secondo le più recenti analisi, sembra essere datata intorno al XII secolo, e di cui si dice che sia stata conficcata nella roccia proprio dal giovane Galgano, un cavaliere cui sarebbero apparsi in sogno i Dodici Apostoli e che, proprio a causa di questo sogno, scoprì la sua vocazione abbandonando le vesti di cavaliere e ritirandosi alla vita da eremita in questo luogo.
Della spada si narra anche all’interno dell’Abbazia stessa, in quanto sono presenti numerosi affreschi che la descrivono in modo molto specifico e che vi riporteranno agli antichi fasti dei cavalieri medievali. La somiglianza con il mito Bretone di re Artù non deve sembrarvi fuori luogo in quanto il periodo della costruzione dell’Abbazia coincide proprio con quello della presunta scoperta della sua tomba.

Il Monastero di San Bruzio

A circa 2km da Magliano in Toscana sorgono i resti di un’interessante Abbazia di epoca romanica che merita assolutamente una visita per la sua posizione in mezzo alla campagna e per il bel colpo d’occhio che avrete non appena ve la troverete di fronte.
San Bruzio è facilmente raggiungibile seguendo un breve sentiero segnalato da un cartello che troverete lungo la strada che da Magliano conduce a Sant’Andrea (accanto sulla destra troverete anche un ampio parcheggio sterrato, quindi non avrete difficoltà a lasciare il vostro mezzo.
Oggi il Monastero appare più che altro un rudere di cui poche sono le parti che si sono ben conservate, come ad esempio una parte del presbiterio e parte del tiburio ottagonale che ospitava la cupola (sono sicuramente suggestive le foto che potrete scattare). Interessanti sono anche i piccoli capitelli e sculture che richiamano parzialmente uno stile Gotico e che sono particolarmente originali per la Maremma.

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